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La tutela dei beni storici nella nuova variante

     

Dai banchi dell’opposizione è arrivato pure l’invito a vergognarsi. Insomma, la variante urbanistica ha fatto davvero discutere. Dopo i principali parametri che vi abbiamo fornito ieri, occupiamoci della tutela dei beni storici per i quali è introdotta una ‘fascia di rispetto’ di 100 metri attorno a ville storiche e chiese. La fascia di rispetto cosiddetta di ‘immediata prossimità’ tutela quindi non solo il bene storico, ma anche ciò che vi orbita attorno.
Per quanto riguarda le aree di pertinenza delle ville storiche, strettamente correlate alle ville, secondo le norme di attuazione della variante, in cui è possibile identificare il ‘sistema villa-podere’ sono ammesse tutte le attività agricole da realizzarsi a cielo aperto ovvero agricoltura biologica e integrata vigneti e oliveti frutteti e orti, ma non è permessa la realizzazione di serre a carattere permanente o pluriennale. Giardini e parchi di rilevante interesse storico, inoltre, devono essere recuperati con materiali e secondo le caratteristiche originarie e comunque storicizzate.
La fascia di rispetto sale a 250 metri per ogni lato dell’Acquedotto del Nottolini, che costituisce un evidente elemento territoriale che caratterizza la Piana lucchese.
C’è poi la tutela dei beni paesaggistici e di quelli ambientali.
Per questi ultimi si intendono, in particolare, le aree umide, le aree boscate e quelle caratterizzate dalla presenza di vegetazioni particolari, la cui perimetrazione derivata nell’Inventario Forestale Toscano, è stata aggiornata con l’ausilio delle immagini satellitari.
Nella tavola di individuazione dei beni ambientali vengono anche individuati l’Anpil del Bottaccio della Visona e i Siti di interesse Regionale del Monte Pisano e dell’ex alveo del Lago di Bientina, con l’indicazione degli elementi di criticità e delle principali misure di conservazione da adottare. 

Massimo Stefanini

1 Comment for “La tutela dei beni storici nella nuova variante”

  1. Cinque anni di amministrazione 3 varianti e l’annuncio di una nuova in preparazione! Civuole proprio del coraggio per annunciare semplificazioni urbanistiche, quando cambiando ripetutamente norme e cartografie si crea un caos continuo per tecnici e istruttori, senza contare che nei regimi transitori tra il vecchio ed il nuovo regolamento vige la doppia conformità ( cioè sempre in questi cinque anni ) rendendo le pratiche urbanistiche montagne di carta talvolta anche inutili a raggingere i desideri e le aspettative del cittadino. Indubbiamente non si può negare che vi siano anche delle novità positive, come appunto la tutela dei beni storici, ma questo non può bastare a far apparire innovativo quello che in ivece è stato un processo di regressione totale.

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