Tutti gli assist del centrodestra per la conferma di Del Ghingaro
Ho atteso che tutte le forze dell’agone politico capannorese esprimessero il loro giudizio sulle elezioni ancora…calde, nel capoluogo della Piana. A parte il trattato di sociologia che se ne potrebbe ricavare (il Pd rivendica la scelta di continuità con Del Ghingaro, il PdL analizza il k.o. con motivazioni eterogenee e l’UDC che non vuole responsabilità della sconfitta) si evince facilmente che davvero la politica è un terreno ricco di humus del dire. Bla, bla e non ha perso nessuno. Invece secondo me non ha vinto Del Ghingaro, che autorevoli sondaggisti a livello nazionale davano per trionfatore al primo turno, ma ha perso il centrodestra. E’ necessario riconoscere che la battuta d’arresto è al di là dei numeri, il 53 virgola del sindaco uscente contro il 46 virgola di Matteucci. E, lo ripeto, quest’ultimo deve essere solo ringraziato per avere accettato un compito così proibitivo, arduo, al limite dell’impossibile. L’ingegnere ex Ascit, è sembrato davvero uno di noi, come recitava il suo slogan, compresi gli impacci televisivi e con i media. Ma si è impegnato allo spasimo e gli va tributato un grande applauso, pure per lo stile british e di fair play dimostrato anche nella delusione. Diciamolo senza retorica e fuori dai denti: il Pdl a Lucca è ostaggio delle stesse remore che affliggevano Forza Italia. Qualcuno ricorderà la scelta delle candidature per le elezioni provinciali, contro Tagliasacchi e Baccelli nelle ultime due consultazioni? Non è un caso che per le prossime elezioni comunali a Lucca si parli con insistenza del rientro in pompa magna di Fazzi. Uno capace di decidere. Il Matteucci conosciuto come professionista ottimo e proveniente dalla società civile, si è rivelato un miraggio nella lotta per il comune capannorese. I vertici della nuova coalizione, forse si sono accorti che i politici più gettonati (a discorsi) non lo erano poi così tanto nei fatti. Date un’occhiata alle preferenze! E’ mancato il coraggio di candidare Salvadore Bartolomei, ma adesso qualcuno si mangerà le mani. Bartolomei e Lazzareschi sono il futuro del centrodestra a Capannori. La scelta di Matteucci è stata inoltre tardiva. Ricordo una conferenza stampa del 5 luglio 2008 in sala conferenze del Comune di Capannori. Al tavolo delle autorità tutti gli esponenti più in vista dell’allora ancora esistenti Forza Italia e AN. C’era anche Ceccarelli, coordinatore provinciale UDC. “A settembre saprete il nome del candidato…” fu la frase da Sibilla Cumana che invece si è trasformata in Cassandra. Matteucci ufficializzato a marzo 2009 è stato un altro peccato mortale per il PdL che in partenza doveva pagare dazio all’innegabile vantaggio del sindaco uscente il quale, a gennaio, aveva già pronto il sito e lo staff elettorale. Inoltre sono d’accordo con chi ha detto che gli elettori hanno fatto davvero fatica a capire le strategie del centrodestra: Udc trattata come prima reprobo, emarginata, candidati diversi, litigi in campagna elettorale fino al primo turno, per poi scoprire che servivano anche quei voti e fare la pace negli ultimi 15 giorni fino al ballottaggio. Anche il ceto cattolico, ex scudocrociato, non ha capito l’Unione Democratici di Centro: prima sono stati con Picchi, contro Matteucci e il PdL reo di non averli considerati e di voler monopolizzare la scena, poi d’incanto il 13 giugno Ceccarelli e Matteucci decidono che è ora di stare insieme, di coalizzarsi, per battere Del Ghingaro. Pensare male è peccato, spesso ci si indovina però. Forse qualcuno, degli elettori Udc, ha creduto che la molla non sia stata la promessa di tre assessorati in caso di successo, ma l’improvvisa convergenza sui programmi, che era mancata prima, tanto da dividersi. Ci deve essere stata una particolare congiunzione astrale, per cui, fino a quel fatidico sabato 13 giugno, quella convergenza non si era trovata. Dal 1995 al 2014, quando scadrà il secondo mandato di Del Ghingaro, il centrodestra avrà governato a Capannori solo i 5 anni di Martinelli dal 1999 al 2004. Riflettete gente!
Massimo Stefanini


