Comune e Capannorotto come sul ring
L’aforisma più bello di Oscar Wilde? L’umanità spesso annaspa nel fango ma tende alle stelle. Traduzione mia personalissima: nella società attuale siamo tutti bravi, furbi, intelligenti. Si considerano di spessore elevato anche coloro che in realtà non lo sono. Tranquilli, non voglio ammannirvi ardite tesi sociologiche di stampo lombrosiano. Ma ciò mi aiuta a parlare del mio settore, il giornalismo, la comunicazione; di come tutti si affannino ad apparire (non ad essere) come brillanti e fulgide Supernove (da qui l’attacco del pezzo). I politici ad esempio. Parlo in generale. Chiedono spazio e vogliono esaltare gli aspetti positivi del loro operato, spesso intolleranti alle critiche. Sull’altro fronte i giornalisti, a cui appartengo, non esenti da colpe. Anche qui si discute in generale, of course. Però per alcuni giornalisti sarebbe da scomodare il paradosso di Oblomov. Questo Tizio viveva in una casa dai vetri così sporchi che anche quando c’era una bella giornata di sole, sembrava vi fosse la nebbia uggiosa. Spesso il professionista della penna (non tutti e non sempre) vuole vedere appannato, torbido, anche se non è così. Bacchettate entrambe le categorie, andiamo al dunque. Capannori, direte voi, cosa “c’azzecca” con tutto ciò? Semplice. Da tempo c’è una diatriba tra l’amministrazione comunale (ecco i politici) e il quotidiano “La Nazione”, ecco i giornalisti. Premesso che il sottoscritto in questa sede scrive e rappresenta il sito www.capannorinews.info, che si pregia di avere buoni rapporti con entrambi, ha fatto molto discutere una rubrica che il giornale pubblica praticamente quasi tutti i giorni. Pungente e critica, questa striscia ha creato polemiche. Si chiama “Il Capannorotto”. Il Comune ritiene le accuse mosse in questa rubrica infondate. Perché allora non replica? Per chi sta in mezzo, come noi, questa domanda sorge spontanea. E chi si cela dietro lo pseudonimo di “Capannorotto”? E quali obiettivi ha? Secondo i bene informati potrebbe anche giungere a fare incursioni a sorpresa in Comune e sul territorio. Ovviamente con un bel costumino e la maschera: Zorro e l’Uomo Ragno però sono superati. Scherzi a parte, il nostro sito si propone per un calumet della pace. Con l’impegno di accettare, da parte della giunta capannorese, che vi siano giornali che scavano e a volte criticano. Che le nostre opinioni sono diverse dalla verità assoluta. Mentre il misterioso Capannorotto, dal canto suo, potrebbe anche sottolineare non solo magagne ma anche gli aspetti positivi dell’amministrazione. Senza stare a dissertare su chi ha cominciato (come si faceva da bambini) e senza rivangare il passato. Stabiliamo un nuovo orizzonte degli eventi, resettiamo il tutto e vediamo come e se funziona. E’ una semplice proposta. Senza impegni.
Noi siamo qua. Un saluto al sindaco Del Ghingaro (siccome in tema di salute non si scherza, auguriamo al primo cittadino di essere in forma come un giovanotto) e un saluto anche al Capannorotto.
Massimo Stefanini



Ciao Massimo e grazie dell’augurio!
Un abbraccio.
Giorgio Del Ghingaro