“Perchè solo a Villa Mansi, nel 2006, il finanziamento a fondo perduto?”
“Un finanziamento di un milione e mezzo di euro a fondo perduto solo per il restauro conservativo di Villa Mansi a Capannori? Vorrei sapere come si fa ad ottenerlo perché mi farebbe davvero comodo”. Ivano Fanini, conosciutissimo imprenditore e proprietario di una villa storica, ha saputo della trasmissione di Rai Tre “Presa diretta” in cui si parlava di tale contributo, risalente al 2006, quando la celebre dimora non era stata ancora venduta all’attuale proprietà. “Mi piacerebbe conoscere la situazione dal sindaco Del Ghingaro – aggiunge Fanini – visto che il sottoscritto, non ha mai potuto godere di sostegni economici da parte di nessuno, anzi ho dovuto stipulare un mutuo di 15 anni con rata annuale di oltre 200 mila euro che scadrà appunto nel 2023 per garantire la manutenzione e il decoroso funzionamento della mia villa di cui praticamente mi sento schiavo. Però, per farvi capire meglio – argomento ancora Fanini – si tratta di quelle operazioni, (mi riferisco all’acquisto di queste ville) che per me sono condotte con il cuore. Se avessi voluto pensare esclusivamente al business, avrei ceduto alla tentazione dei principi del Belgio i quali mi avevano offerto 50 milioni di euro alcuni anni fa. Ricordo ancora – prosegue l’imprenditore – le pagine di Capital e dei giornali finanziari che si occuparono di questo mio rifiuto. Non la venderei nemmeno per cento milioni. Ma avete idea di quanto costi mantenere un struttura del genere tra giardinieri, falegnami, professionisti di vario genere? Anni fa ho dovuto sborsare una fortuna per sistemare due affreschi del Seicento. Inoltre – chiosa Fanini – sono un tipo molto pignolo, affezionatissimo alla mia villa per la quale pretendo di poter avere tutti pezzi originali, compresa la ghiaia in giardino. Pertanto, in questo quadro, un bel milione e mezzo lo avrei preso volentieri pure io. Tenete presente che queste ville non sono miniere d’oro come qualcuno erroneamente pensa: per ogni matrimonio, da aprile ad ottobre il sabato o la domenica si raccattano poche migliaia di euro, nella mia hanno girato tre film ma l’affare più grosso è stato quando per un servizio fotografico di Briatore con la Gregoraci, un’azienda francese mi offrì un bel cachet. Ma sono eventi piuttosto rari nell’arco dell’anno”.
Massimo Stefanini

