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Commento di Massimo Stefanini sull’ordinanza sulla qualità dell’aria

Il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro, ha firmato l’ordinanza che vieta l’accensione di caminetti e stufe nella abitazioni già servite da impianti di riscaldamento a metano e a gpl. Tutto ciò per combattere l’inquinamento ambientale, visto che la centralina Arpat ha ravvisato lo “sforamento” dei livelli di legge delle polveri sottili, Pm 10. A Milano si interdisce alle auto la circolazione per una domenica intera. Un problema comune, planetario. Fermo restando che ogni iniziativa che possa migliorare la qualità dell’aria è lodevole, crediamo però che obbligare i capannoresi a negarsi il caminetto (vietato anche bruciare all’esterno residui agricoli e di altra natura) sia una misura che non inciderà moltissimo sulle rilevazioni. E’ come somministrare l’aspirina a chi ha un tumore. E’ vero che tale provvedimento (in vigore fino al 31 marzo) si aggiunge a quelli già adottati dalla giunta capannorese. Nel dettaglio, questi i provvedimenti già adottati dal Comune di Capannori per ridurre l’emissione di polveri sottili nell’aria: l’incentivazione ai cittadini per l’acquisto di veicoli a ridotto impatto ambientale e rottamazione di veicoli più inquinanti; l’incentivazione per la trasformazione a gas di autoveicoli; l’incentivazione per l’installazione di impianti termici (caldaie e caminetti) a ridotto impatto ambientale e rottamazione degli impianti più inquinanti; la promozione sul territorio dell’utilizzo del trasporto pubblico locale; la sostituzione delle caldaie a gasolio con caldaie a gas negli edifici pubblici; il rinnovo del parco veicolare comunale con veicoli a minor impatto ambientale; l’attività di formazione e informazione alla cittadinanza sulle opportunità di risparmio energetico; gli interventi sulla mobilità con la realizzazione di piste ciclabili, rotatorie stradali, lo spostamento del casello autostradale e la creazione (in corso) dello scalo merci ferroviario al Frizzone. Inoltre, a maggio dello scorso anno, il Comune ha emesso un’ordinanza che prevede il divieto di transito programmato in alcune aree del territorio. In altre parole, nelle frazioni di Marlia, S. Colombano, Segromigno in Monte, Segromigno in Piano, Camigliano, Lammari, Lunata, Capannori, Tassignano, S. Margherita, Pieve San Paolo, Toringo, Parezzana e Carraia sono state istituite delle limitazioni alla circolazione dei veicoli.

Tutto giusto. Ma le industrie, (e a Capannori sono tante) quali sacrifici sono disposte a fare per l’ambiente? Le emissioni più nocive e in quantità maggiore nella nostra cara amata atmosfera, chi le produce? Il singolo cittadino che accende una stufa oppure un complesso industriale? Quali sono stati i provvedimenti per le attività produttive? Ovviamente, siamo disponibili al contraddittorio, se il sindaco vorrà intervenire è il benvenuto.

Massimo Stefanini

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1 Response for “Commento di Massimo Stefanini sull’ordinanza sulla qualità dell’aria”

  1. Ciao Massimo, ho visto ora il tuo intervento e ti invito ad andare sul mio sito (www.delghingaro.it) per leggere il comunicato che ho fatto e che, se vorrai, ti autorizzo a pubblicare integralmente. Credo che tu e i tuoi lettori troverete le risposte che cercate. Mai fare un’ordinanza è una cosa simpatica, ma la salute dei cittadini deve essere a al primo posto. Se hai la pazienza di guardarti la relazione dell’Arpat, noterai che la combustione di biomasse a Capannori è causa del 47% della concentrazione di PM10. Quindi la mia firma era obbligatoria. Ho molto apprezzato il tono del tuo pezzo e l’invito alla discussione pubblica e senza rete. Come sempre sono a disposizione per qualsiasi chiarimento.

    Edit Luca Casciano tratto dal sito http://www.delghingaro.it

    “L’ordinanza che vieta l’uso dei caminetti nelle case è un dovere amministrativo per tutelare la salute dei cittadini. Non c’erano alternative”

    L’ordinanza che vieta l’accensione dei caminetti e delle stufe a legna nelle case che possiedono un impianto di riscaldamento a metano, gpl o gasolio è una decisione che tocca il “cuore” di Capannori, tradizionalmente comune agricolo, che vede nell’immagine del caminetto l’espressione più vera e più bella del focolaio domestico.
    Sono consapevole che il caminetto, nell’immaginario collettivo, è il simbolo della casa.
    Non è stato semplice, quindi, scegliere di adottare il provvedimento in questione.
    Chiedere ai capannoresi di non utilizzare i caminetti se possono scaldare casa con un impianto di riscaldamento alternativo è stato – ci tengo a puntualizzarlo – un dovere a cui, come sindaco, non potevo sottrarmi.
    Un dovere nei confronti del mio territorio e dell’intera comunità.
    La relazione degli esperti, infatti, non lasciava margine a altre soluzioni.
    Cito testualmente quanto rilevato dall’Arpat: “Nel caso della stazione di Capannori è emersa un’elevata presenza di particolato originato dalla combustione di biomasse. Considerate le caratteristiche della Piana Lucchese si deve ritenere che tale frazione del Pm10 sia dovuta essenzialmente a un significativo uso di legna in stufe e caminetti tradizionali, a basse efficienza energetica, che non garantiscono una completa combustione e sono quindi rilevanti sorgenti emissive di varie tipologie di inquinanti, fra cui il Pm10. Un altro possibile contributo di cui è difficile stimare la rilevanza è costituito dalla diffusa abitudine a bruciare nei campi e nei giardini gli scarti vegetali. Il contributo dalla combustione di biomasse alla concentrazione di Pm10 diventa addirittura del 47 per cento nei giorni in cui nella stazione è superato il limite di 50 microgrammi al metro cubo come media giornaliera”.
    Firmare l’ordinanza che vieta l’uso dei caminetti e delle stufe a legna fino al 31 marzo prossimo significa aver avuto il coraggio di una scelta che, sebbene faccia discutere, mi permette di tutelare la salute dei cittadini.
    Ritengo che questo sia il primo compito di un sindaco.
    Ancora una volta, quindi, confido nelle buone pratiche dei capannoresi e nell’attenzione con cui guardano alla vita e all’ambiente.
    Assieme abbiamo già superato prove difficili, che poi si sono rivelate fonti di grandi soddisfazioni per Capannori.
    Anche questa volta, chiedo ai cittadini di fare un gesto – quello di spegnere i caminetti e le stufe a legna – per difendere la qualità dell’aria del nostro territorio.
    In questo modo, assieme, difenderemo anche il diritto alla salute di ciascuno di noi.”

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