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Giovane Italia di Capannori critica con l’iniziativa che doveva ricordare i caduti delle foibe

     

Dopo la giornata della memoria, a Capannori è stata organizzata nei giorni scorsi quella del ricordo per omaggiare, in teoria, i caduti nelle foibe. Una serata che ha generato una clamorosa polemica politica. L’associazione “Giovane Italia” in un comunicato afferma: “Abbiamo partecipato all’iniziativa del comune denominata “Cuori pensanti”, con volontà di collaborare in termini positivi ma non possiamo che esprimere il nostro dissenso per come si è svolta la manifestazione. Invece di menzionare il genocidio avvenuto in terra d’Istria – prosegue il documento – con italiani morti o deportati nelle fosse fatte scavare dal partito comunista guidato dal maresciallo Tito, nell’ambito di una pulizia etnica, anziché ricordare il capannorese Innocente Simonelli, morto per mano slava, i relatori ci hanno “deliziato” – prosegue Giovane Italia di Capannori – con una serie di uscite a dir poco imbarazzanti, attaccando gli italiani dell’epoca, anzi giustificando questa tragedia con il fatto che i nostri connazionali si sarebbero resi protagonisti di violenze nei confronti nei confronti del popolo della ex Jugoslavia. Poi si è continuato, imputando a certi nostri partiti (e si capiva chiaramente a chi si riferivano) di spiegare la storia a proprio piacimento. Manifestiamo il nostro più profondo dissenso – conclude il testo di Giovane Italia – per l’organizzazione di questa serata e di come si è svolta”.

Massimo Stefanini

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