Impianto di compostaggio: i proprietari dei terreni dicono No
I proprietari dei terreni ubicati nell’area scelta per localizzarvi l’impianto di compostaggio, pongono il veto. Nessun accordo, dunque, con il comune di Capannori per la cessione. Ciò è emerso durante un sopralluogo effettuato da alcuni esponenti del comitato “Salviamo il centro” che in un comunicato dichiarano di voler esplorare tutte le strade, comprese quelle legali, per scongiurare l’intervento. Sul posto anche uno dei titolari degli appezzamenti sui quali dovrebbe sorgere la struttura, il signor Giuseppe Fontana: “Sono coltivatore diretto e da 70 anni lavoro questa terra, mi serve per mangiarci perché vivo con 450 euro mensili di pensione”. Anche altri proprietari sono concordi nell’esprimere contrarietà al sito. Perplessità anche per l’esistenza di polle dell’acqua e del torrente Frizzone che sarebbero alterati: “Da altre parti un patrimonio paesaggistico come questo sarebbe tutelato e valorizzato, magari con un parco – hanno dichiarato i rappresentanti del comitato – qui invece lo si vuole devastare, perché serviranno strade e infrastrutture per una simile opera. Inoltre siamo vicini alla piscina e da qui si vedono maestosi, stagliarsi in altezza, le torri faro del campo sportivo. Noi non contestiamo l’impianto – ribadiscono i componenti di “Salviamo il centro – siamo contrari solo alla posizione, tra l’altro scelta con decisioni univoche, senza assemblee pubbliche con i cittadini, senza condivisione. Ringraziamo tutti quelli che hanno partecipato alla riunione dell’altra sera, siamo estranei a qualsiasi matrice politica, l’interesse per il territorio non ha colore ideologico. Ci sentiamo mortificati – continua il comitato – dall’atteggiamento del sindaco Del Ghingaro che non accetta il confronto. A Capannori, quasi in centro, arriveranno mezzi pesanti da ogni dove visto che l’impianto servirà l’Ato Costa, verrà prelevata dal sottosuolo una quantità enorme di acqua e non riusciamo a capire il motivo per cui in una fascia agricola, una delle ultime rimaste, si voglia creare una zona industriale, perché di questo si tratta, alle porte del capoluogo che in campagna elettorale il primo cittadino aveva promesso di riqualificare. Chiediamo – conclude il comitato – a tutte le forze politiche e alla Provincia di fermare l’iter”.
Massimo Stefanini


