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Il 19 giugno è una data ricorrente per gli eventi atmosferici distruttivi

     

Una quantità d’acqua caduta in poche ore ben superiore al regime previsto per l’intero mese. Strade allagate e chiuse, disagi, famiglie evacuate, paura. Le amministrazioni che chiedono lo stato di calamità naturale. I capannoresi non dimenticheranno facilmente la notte fra il 18 e il 19 giugno 2010. Dopo la neve e l’isolamento delle frazioni collinari, la frana di Matraia e quant’altro, anche l’estate prossima al suo insediamento (solstizio il 21 giugno) si è annunciata in modo così fragoroso. Dopo la siccità degli anni passati (in un territorio che ha sofferto con la subsidenza questo effetto spugna del sottosuolo), abbiamo avuto la primavera più piovosa degli ultimi decenni. Dal rischio di tropicalizzazione ad un clima continentale, stile isole britanniche. C’è da sottolineare un fatto curioso, legato al calendario. Il 19 giugno purtroppo non è una data fortunata, sotto il profilo degli eventi atmosferici. Se nelle scorse settimane la pioggia ha mandato in tilt la Piana, lo stesso giorno di 14 anni prima, nel 1996, vi fu la tragedia di Fornovolasco, in Garfagnana, con una bufera che scatenò una piena che inghiottì quel paesino. Vi furono anche delle vittime. L’uomo è capace di rovinare scientificamente l’ecosistema che lo ospita, costruisce marchingegni sempre più complicati ma nulla può contro la Natura.

Massimo Stefanini

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