“L’alluvione del 19 giugno dimostra che a Salanetti non si può costruire nessun impianto”
Salanetti? No grazie. Le recenti alluvioni, dello scorso 19 giugno, dimostrano secondo gli esponenti del locale comitato che in quel luogo non si potrà insediare nulla. Tanto meno impianti di compostaggio e simili. “Hanno riempito le pagine dei giornali per dieci anni sostenendo che nella zona di Salanetti era stata fatta un’opera idraulica e che era ormai in sicurezza – si legge in una nota del comitato – ma noi non ci abbiamo mai creduto anche perché hanno riempito le vasche di laminazione naturale sovraccaricando il sistema rio Casale e spingendo l’acqua nelle zone circostanti più basse. Il colpo di grazia ? Quando verrà cementata l’area a prevalente destinazione produttiva – prosegue il documento dei residenti – a quel punto sarà necessario procurarsi una barca! Ebbene questi esperti e politici (qualcuno mandato a casa dai cittadini) hanno per anni scritto che Salanetti è la sede naturale per che cosa? La piattaforma rifiuti ha riversato ancora una volta il percolato. In questa zona si è registrato l’aumento di malattie della tiroide e di tumori di tutti i tipi”. Per gli abitanti di questa fascia di territorio, dunque, le piogge e i recenti disagi derivanti da bizze atmosferiche, costituiscono la dimostrazione lampante di come sia evidente l’assoluta mancanza di idoneità del sito ad ospitare certe strutture. Ma nei prossimi giorni forse vi saranno altre novità.
Massimo Stefanini

