Siria: le violazioni potrebbero finire davanti ala Corte criminale Internazionale
Lo ha riferito Navi Pillay, responsabile dell’Agenzia dell’Onu per i diritti umani, considerando il fatto che sono morte più di 4 mila persone dall’inizio delle manifestazioni in Siria, e diventa sempre più urgente trovare una soluzione per proteggere i civili.
Fino ad oggi non sono servite neanche le sanzioni contro Damasco, nessuno è riuscito a far tornare il regime di Assad sui suoi passi, ed ora diventa auspicabile che il Consiglio di sicurezza dell’Onu riporti il caso della Siria davanti alla Corte Criminale Internazionale.
L’ambasciatrice americana ha anche precisato che la commissione d’inchiesta ha prove sufficienti per andare in questa direzione.
Resta dunque attesa la risposta del palazzo di vetro, dopo la risoluzione adottata dall’agenzia Onu per i diritti umani.
Il documento, che è stato firmato a Ginevra, ha avuto un largo consenso; dei 47 membri soltanto 4 paesi hanno deciso di non firmare, tra questi 4 Russia e Cina.
Nel frattempo chi riesce a parlare con esponenti del regime di Damasco continua a sentirsi rispondere che l’esercito ha l’ordine di non sparare sui civili, e che la guerriglia in corso non dipende da loro, ma da estremisti che continuano ad attaccare le forze governative e gli edifici pubblici.


