Strage di Oslo: Breivik si dichiara sano di mente
Anders Behring Breivik, reo confesso della strage di Oslo, risponde alle valutazioni degli psichiatri che lo hanno esaminato; lo fa tramite il suo avvocato, contestando i risultati presenti nella perizia psichiatrica, definendola piena di “errori, fraintendimenti e frasi fuori contesto”.
ITER GIUDIZIARIO
Quanto segue è presente in un nostro precedente articolo.
“Anders Behring Breivik, il 32 enne estremista di destra, figlio di un diplomatico, e tristemente famoso per essere il killer di Oslo e Utoya, probabilmente non passerà neanche un giorno in carcere; è stato giudicato “incapace di intendere e di volere”, in quanto è affetto da schizofrenia paranoide.
Questo è quanto emerso dall’udienza a porte aperte che si è tenuta ieri, dove gli psichiatri Synne Serheim e Torgeir Husby, incaricati dal tribunale di valutarlo, hanno esposto le loro valutazioni, ottenute, oltre che dagli svariati incontri con Breivik, anche all’attenta valutazione sia del manifesto di 1500 pagine che aveva diramato in rete poco prima del massacro, sia alla meticolosa preparazione della strage, organizzata da ben nove anni, hanno convinto i due psichiatri della gravità della patologia.
Hanno valutato anche le dichiarazioni rese da Breivik nella stessa aula di tribunale: “Riconosco le azioni compiute, ma non mi dichiaro colpevole. Sono un comandante militare nel movimento di resistenza norvegese e dei Cavalieri Templari della Norvegia. Mi oppongo alla Corte e al multiculturalismo. Questa è un’ideologia dell’odio, che vuole lo smantellamento della società norvegese”.
Ricordiamo che Breivik aveva prima piazzato un camion bomba sotto al palazzo del Governo di Oslo, poi si era diretto a Utoya, dove c’era un campus di giovani laburisti, e lì aveva aperto il fuoco, per un’ora e mezza di fila, uccidendo 77 persone e ferendone altre 151;
Nonostante questo, il procuratore Inga Bejer Engh ha dichiarato: “Se l’esito finale è che Breivik è infermo di mente chiederemo al tribunale di sottoporlo a un trattamento psichiatrico obbligatorio, trattamento a cui potrebbe rimanere sottoposto a vita”.
Soluzione non del tutto negativa, in quanto la Norvegia ha un ordinamento giudiziario piuttosto liberale, rischierebbe soltanto 22 anni di carcere, forse la decisione del ricovero presso un ospedale psichiatrico a vita sarebbe, oltre che la più sensata per tutti i giovani che sono morti quel giorno, anche la più sicura, altrimenti dopo 22 anni sarebbe fuori, pronto a riprendere da dove aveva lasciato, e sempre piuttosto giovane per poterci riuscire.
Il processo riprenderò il 16 aprile, per il momento Breivik rimane rinchiuso in un carcere di massima sicurezza.”


