L’ultima scossa di terremoto è stata registrata dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ieri sera alle 23.54 in provincia di Verona; l’Ingv ha rilevato una magnitudo 2 che non ha provocato danni a cose o persone, con ipocentro a 5,3 km di profondità ed epicentro vicino ai comuni di Fumane, San Pietro in Cariano, Verona, Grezzana, Pescantina, Marano di Valpolicella e Negrar; per il momento la scossa più forte rilevata rimane quella di magnitudo 5.4 registrata ieri alle 15.53 alla profondità di 60.8 km con epicentro nell’Appennino parmense, nelle zone di Corniglio, Monchio delle Corti e Berceto.
Questa scossa è stata finora la più forte, ed ha provocato dei danni alla reggia di Colorno e messo a rischio la guglia della chiesa di Gualtieri, nella bassa reggiana; scuole chiuse in tutto il parmense, a Montecchio e Castelnuovo, intensificati i controlli di stabilità soprattutto per le chiese.
Le scosse sono determinate dal movimento della placca Adriatica, la quale spinge verso l’Europa, scorrendo sotto le Alpi, e piegandosi sotto l’Appennino, fino al punto di inarcarsi completamente, generando così i movimenti tellurici che sono stati avvertiti dalla popolazione.
In soli 4 giorni sono state registrate 10 scosse, tutte distintamente avvertite anche dalla popolazione.