La St. George University ha coordinato un lavoro di gruppo a livello internazionale, al quale ha partecipato anche la Fondazione Istituto Neurologico “Carlo Besta”, con Eugenio Prati; i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Genetics, e uno dei ricercatori, Hugh Markus, ha confermato che l’enorme lavoro ha permesso di individuare il gene HDAC9 come “sentinella” che avvisa di un rischio di ictus cerebrale, nello specifico l’allarme scatta se questo gene subisce un’alterazione.
Per arrivare a questa scoperta hanno preso in esame il patrimonio genetico di 10 mila persone, che già avevano subito un ictus, e l’hanno confrontato con quello di 40 mila persone sane.